Alice in Wonderland

Tecnica di pittura

Vorrei dare alcune informazioni circa la tecnica di pittura su Porcellana a terzo fuoco, quella che io utilizzo per dipingere tutti i miei oggetti,  dato che per molte persone questa è una tecnica ancora sconosciuta.
Quindi partiamo da alcune semplici spiegazioni, si chiama pittura a terzo fuoco perché i colori vengono fissati con una cottura in un forno apposito ad una temperatura che può variare dai 750 - 800 gradi circa, a seconda della tecnica usata per dipingere, e dato che questa in realtà è la terza cottura che l'oggetto in porcellana subisce da qui ne deriva il nome.
Precedentemente l'oggetto aveva già subito due cotture, la prima per cuocere  l'oggetto creato in porcellana e conferirgli la caratteristica durezza e la seconda per applicare lo strato di cristallina alla porcellana grezza  che le dà protezione e brillantezza.
Quando poi l'oggetto verrà dipinto, cuocendolo i colori si fonderanno con la cristallina penetrando nella porcellana e fissandosi definitivamente rendendo così possibile l'uso giornaliero di queste porcellane .  Una domanda che mi viene spesso rivolta è se questi oggetti possono andare in lavastoviglie, in teoria si..  ma personalmente ho notato che, a lungo andare e con lavaggi frequenti, il colore tende a perdere un po' della sua brillantezza, quindi io lo sconsiglierei visto quanto aggressivi sono questi tipi di lavaggi.
Questa tecnica di pittura era nata anticamente anche per correggere eventuali difetti di fabbricazione della porcellana, ma ben presto si è evoluta  sino a diventare una vera e propria arte raggiungendo con le vecchie case manifatturiere come Limoges o Sèvres livelli altissimi, molti capolavori dell'epoca sono conservati nei musei di tutto il mondo e hanno adornato le tavole di re e imperatori.
Oggi la pittura su porcellana si è diversificata tantissimo grazie sopratutto alla grande quantità di materiali a disposizione, e si può tranquillamente dire che è in continua evoluzione, tantissime sono le varianti applicabili a questa tecnica l'unico limite è la fantasia dell'artista.
Nei prossimi post cercherò di spiegarvi un po' le basi di questa tecnica e sono convinta che chiunque con un po'  di studio e pazienza ci si possa avvicinare traendone davvero tante soddisfazioni e molte ore serene e rilassate.










Ecco ora una lista di materiali necessari per un primo approccio a questa tecnica


Materiali necessari
- Pennelli sintetici di varie misure
- Pennello piatto (per tamponature)
- Colori in polvere per pittura a terzo fuoco, in genere sono venduti al grammo in piccoli contenitori o bustine
- Spatola di metallo (per amalgamare il colore)
- Matita grassa (per disegnare sulla porcellana)
- Essenza grassa (per sciogliere il colore)
- Essenza di Trementina (per amalgamare il colore e pulire i pennelli)
- Essenza di Lavanda (per diluire il colore)
- Penna con pennini di ricambio
- Fogli di carta da lucido
- Carta Grafitata o carbone nera (anche se in realtà è sconsigliata dai maestri)
- Lastra di vetro (che funge da tavolozza per i colori)
- Contenitore per tavolozza (meglio se di metallo per le esalazioni della trementina che potrebbero corrodere la plastica, serve a conservare per qualche giorno l'eventuale colore avanzato, comunque anche le scatole di plastica dura dei cioccolatini (es. rocher) vanno benissimo)
- Pezzuole (per pulizia, meglio se non lasciano troppa lanugine)
- Cotone bianco idrofilo (meglio se molto fine e senza grumi)
- Stuzzicadenti
- Spugnette (quelle tonde usate per il trucco vanno benissimo)
- Telo di plastica o tovaglietta (per protezione del piano di lavoro)
- Pezzo di ceramica o porcellana da dipingere (assicuratevi che il pezzo sopporti la cottura in forno, ho visto casi di oggetti letteralmente colati durante la cottura in forno, con grave danno anche ad altri pezzi dipinti, contenuti nello stesso forno) Forno di Cottura (ovviamente questo lo trovate nei colorifici che offrono questo servizio, oppure, ultimamente, in alcune scuole elementari).








I colori

 I colori per la pittura su porcellana sono venduti in polvere ed il loro costo, piuttosto elevato, è dato dai materiali preziosi che li compongono ne esiste una vasta gamma e di molte marche diverse.
Spesso molti artisti si creano la loro gamma personale che ottengono dopo molti esperimenti e prove miscelando le varie polveri.
 La resa di questi pigmenti è molto alta e con pochi grammi di colore potrete lavorare a lungo.
I colori vanno impastati singolarmente ed a seconda del tipo di medium usato si possonoottenere diversi risultati e tecniche diverse, ma i colori usati per ogni tecnica sono sempre gli stessi a cambiare sono solo i medium usati per impastarli.
 I colori impastati puri vengono successivamente mischiati sulla tavolozza, tenendo presente che:
il giallo non va mai mischiato direttamente con il rosso perché in cottura potrebbe bruciare (cioè scomparire)
il rosso va usato piuttosto leggero perché, se steso troppo pesante, potrebbe risultare una volta cotto troppo cupo, tendente al marrone e tende a cambiare tonalità a seconda della temperatura di cottura.
il viola puro va mescolato molto a lungo e comunque tende sempre ad essere di consistenza piuttosto granulosa
il blu e l'azzurro in genere sono piuttosto difficili da stendere omogenei; ricordate che i blu cobalto che vedete sulla porcellana, in genere sono dati direttamente in fabbrica sotto la cristallina (un esempio è il ROYAL COPENAGHEN)
il bianco viene usato principalmente per i ritocchi e gli effetti finali, difficilmente viene usato come colore, in quanto si preferisce sfruttare il bianco naturale della porcellana sfumando e tamponando il colore,
Fare sempre  attenzione a non dare strati pesanti di colore perché potrebbero staccarsi in cottura.
Colori mat  sono gli stessi colori di base miscelati con un opacizzante che li rende opachi dopo la cuttura, vengono usati per creare effetti particolari e sono sconsigliati su stoviglie ad uso alimentare perchè rimangono piuttosto porosi

Esiste poi il Bianco a rilievo, usato principalmente per le rifiniture e per dare tocchi di luce o rilievo a lavori ultimati.
Per cominciare è meglio attenersi ai colori di base acquistando soltanto i colori primari che potrete amalgamare tra loro per ottenere diverse sfumature, evitando colori particolari quali lustri o metallizzati od altro per i quali si necessita una diversa tecnica e di altre essenze per amalgamarli.
Un discorso a parte vale per l'oro, che, visto il costo molto elevato, è meglio usare solo quando si ha un pò di padronanza della tecnica. Tenete presente che eventuali filettature in oro, a volte necessarie per abbellire il pezzo, possono essere eseguite (a pagamento) da coloro che effettuano la cottura dei pezzi.


La preparazione dei colori

Passiamo ora alla preparazione dei colori per la tecnica tradizionale con essenza grassa e lavanda: Immergere la punta della spatola nel colore e prelevarne una piccola quantità, posarla sulla tavolozza (pulita e sgrassata), aggiungere una piccola quantità di essenza grassa ed iniziare a sciogliere il colore roteando fermamente la spatola. Il colore deve sciogliersi ma restare molto consistente.
Aggiungere quindi, per fluidificare leggermente, qualche goccia di essenza di trementina direttamente con la spatola ed in ultimo una goccia o due di lavanda che serve per tenere fluido più a lungo il colore. Questa operazione è la più importante, poiché l'esatta consistenza del colore influisce moltissimo sulla riuscita dell'opera.
Ricordate che se il colore è troppo grasso (quindi troppa essenza grassa o trementina), potrà colare in cottura; mentre se al contrario è troppo magro (troppo diluito e troppa lavanda), potrà staccarsi a pezzi (scrostarsi) dopo la cottura. Inoltre un colore troppo magro renderà difficoltosa la tamponatura dell'oggetto e dopo la cottura l'oggetto risulterà opaco. Per la colorazione a pennello il colore dovrà essere piuttosto consistente e non troppo lucido all'apparenza; mentre per il delineo (da eseguirsi con il pennino) il colore dovrà essere molto fluido e questo lo si ottiene aggiungendo al colore più lavanda. Ricordate sempre che la lavanda smagrisce il colore, mentre la trementina lo ingrassa.
Durante il lavoro il colore esposto all'aria indurisce quindi ogni tanto va rimescolato, aggiungendo all'occorrenza qualche goccia di trementina, che comunque evapora in massima parte mentre il colore viene spatolato.
I colori possono essere conservati (se puliti) per qualche giorno sulla tavolozza chiusa ermeticamente in una scatola. Meglio, prima di riporli, aggiungere ad ogni colore qualche goccia di lavanda, serve a tenerli morbidi. Ricordarsi di tenere sempre il piano di lavoro pulito da pelucchi e polvere. Non sempre infatti questi bruciano in cottura, a volte se amalgamati nel colore, rimangono presenti nell'oggetto anche dopo cotto, con un effetto antiestetico.








Glossario

ed ecco un breve ragguaglio su alcuni termini “tecnici.
Delineo è il disegno eseguito direttamente sul pezzo con il pennino intinto nel colore; il colore viene diluito sino ad una fluidità ottimale, usando l'essenza di lavanda.
Tamponatura è il colore steso a pennello, a volte su aree piuttosto grandi; viene tamponato con la spugnetta al fine di renderlo omogeneo o allo scopo di creare particolari sfumature o sfondi.
Delacco, viene fatto usando una particolare sostanza (denominata appunto delacco), che serve ad isolare temporaneamente una parte del disegno (già cotto precedentemente), in modo da poter applicare del nuovo colore senza sporcare la parte protetta dal delacco. Una volta steso sul disegno, si può tamponare ad esempio lo sfondo. In seguito il delacco, che è diventato nel frattempo una sottile pellicola di colore violaceo, viene rimosso lasciando il disegno sottostante pulito.
Ricalco è il disegno da riportare sulla porcellana; in genere viene eseguito o ricalcato direttamente dall'originale su una carta da lucido. La carta viene poi rivoltata ed il disegno viene ripassato sul retro con una matita morbida. Poi la carta da lucido viene fissata con del nastro adesivo sulla porcellana (con il retro ripassato con la matita morbida a contatto diretto con la porcellana). Una volta fissata la carta, il disegno viene ripassato sul diritto con una biro a punta fine (meglio se esaurita per non sporcare la carta da lucido) in modo da fissare a ricalco il disegno sulla porcellana.

1 commento:

  1. bellissimo lavoro!! e se posso permettermi , attenzione ai diritti di autore se fai della vendita. Se ti fa piacere mi puoi contattare sur fb a creazioni patrizia notario o allora sul mio sito.a tout coeur ceram .nell'attesa di leggerti Patrizia Notario

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